In questo sito, troverete la mia produzione pittorica relativa ai dipinti, olio su tela ed alcuni su tavola: spero che possa essere utile e di vostro gradimento. (Matteo Lama).
AL CHIAR DI LUNE di Matteo Lama
Olio su cartoncino telato, cm 33x50, anno 2000
Esemplare unico.
Le due lune in un firmamento azzurro, riflettono la loro luce in un mare che fa sognare tempi mitici, classici e romantici. La visione totale si perde e disperde in un mondo onirico che fa intravvedere immagini e personaggi che non sono configurati, ma che la mente dell’osservatore pone o può porre laddove il chiaroscuro è più marcato.
In questo dipinto l’artista trasporta l’attento fruitore in una dimensione metacosmica e trascendente che fa presupporre l’esistenza di un Creatore che ha dotato l’universo di armonia musicale dantesca ed equilibrio astrologico. Indiretto è il riferimento a Paul Debussy che, tramite il suo componimento musicale, sembra ispirare il nostro pittore conducendolo per sentieri immaginifici e metaforici.
I colori azzurri sono piuttosto oscuri, ma sottendono il mistero del cosmo, cioè una realtà ancora da scoprire e ci ricordano alcuni canti leopardiani che decantano appunto la luna, la sorella luna del Poverello d’Assisi. Le due lune sono piuttosto surrealistiche ed attestano l’estetica di Matteo Lama che emerge dal suo recente libro “La pittura metacosmica”, in cui ogni poesia è degnamente illustrata da un dipinto di rara esecuzione.
Anche nel dipinto “Sarcofago: mistero della resurrezione” (cm 70x50, olio su tela, 1997) osserviamo la presenza di due lune, di proporzioni e grandezze differenti. Qui, però, vi mancano le cariatidi e la colonna greca che sono presenti nel quadro “Al chiar di lune” a cui esse impongono un senso di cromatismo classico. Infatti, i colori del dipinto “Sarcofago…” sono più chiari e sfumati. “Due lune possibili all’orizzonte / appaiono appese / al cielo senza tempo…/ In un’aria sospesa / il mistero è già compiuto”. Prof. Dr Orazio Tanelli
Direttore del Ponte Italo-Americano
Verona, New Jersey, USA.
LA
PITTURA METAFISICA DI MATTEO LAMA:
(di Prof. Dr. Orazio Tanelli)
L’artista Matteo Lama, pittore molto famoso nel panorama contemporaneo,
vive a Lido Adriano (Ravenna). La sua pittura, originale ed autentica,
contiene figure statuarie e gigantesche, poste su uno sfondo di
mistero e di sogno. Ad una prima osservazione, i personaggi raffigurati
offrono un aspetto mitologico che evoca un’antica epopea o
una sacra scrittura dove l’aspetto ieratico e liturgico assume
caratteristiche nuove e moderne: “A
metà aurorae”, per esempio, rappresenta
tre cavalli che, a grande velocità, tirano una biga in un
mare in tempesta, con un cavaliere aitante, su uno sfondo azzurrastro
con due globi di proporzioni gigantesche.
Le altre opere a noi inviate mostrano le componenti tematiche di
un mondo metafisico, la nostalgia del sogno, la certezza di valori
trascendentali. In “Parole
silenti” vi è un angelo alato, seminudo,
che legge in un libro il mistero della vita, l’indice destro
puntato su una pagina. Su uno sfondo chiaro ed arcano spuntano alcuni
astri. “Narciso”,
il personaggio mitologico che s’ innamora della sua stessa
immagine, riflessa nel ruscello, è presentato da Matteo Lama
con due figure simili, in piedi, seminude che si guardano, su uno
sfondo bellissimo, popolato di nuvole aurorali. E poi vengono “Eone”,
“Gemellai Koiné”,
“Da astri scrutai”,
“Logos”, “Prospettivametacosmica” , “Amor etereo”.
La sua poetica si chiama appunto “Metacosmica”, da lui
fondata, sviluppata ed aggiornata costantemente per chiarire il
suo tipo di ricerca pittorica.
Influenzato dalla cultura ellenistica, Matteo Lama crea metamorfosi
artistiche di grande rilievo e con esperta maestria segnica e cromatica.
Il suo è un mondo onirico che non esclude né disdegna
l’amore e la bellezza della natura. Matteo Lama ha la capacità
di amalgamare il mondo classico con quello moderno tramite una sintesi
poetica che raggiunge livelli figurativi di grande talento nel mondo
della metafisica e della metempsicosi. Un artista veramente eccezionale!
Definisco la mia arte “Metacosmica”,
in quanto le visioni che suggerisco nelle mie opere non riguardano
solo la dimensione terrena delle cose che cadono sotto la nostra
percezione sensoriale, ma sono un insieme di stati d’animo
che rimandano oltre la percezione. La mia è una nuova prospettiva
metacosmica appunto, nella quale un normale paesaggio,
diventa la rappresentazione di ciò che di enigmatico vi è
nascosto.
(Matteo Lama).