Matteo Lama, LA PITTURA METACOSMICA
Edizioni Alvorada, Milano 2011, pp.84
Matteo Lama è un artista poliedrico di fama internazionale che vive a Lido Adriano (Ravenna), ma è anche grafico, musicista, poeta e ricercatore spirituale. Con questo libro non ha inteso scrivere un trattato estetico di pittura, ma ha cercato di definire la propria arte che, tramite il chiaroscuro e la tecnica cromatica, parte dalla natura e raggiunge dimensioni trascendentali, cosmiche, universali, spirituali, mistiche e poetiche.
E non per caso il sottotitolo del libro è il seguente: “Concetti fondamentali della mia poetica pittorica”. Infatti, l’ultimo capitolo contiene una rassegna di dipinti metacosmici, ognuno introdotto da una poesia che ne spiega ed interpreta l’origine e lo sviluppo grafico e cromatico:
Sarcofago: mistero della resurrezione.
Tramonto: dove osa l’uomo metacosmico.
Narciso.
A metà aurorae.
Venere sospesa.
Incanto.
Prospettiva metacosmica.
Incontro mistico.
Cavaliere dello spazio-tempo.
La scala dell’Amore.
La pittura metacosmica di Matteo Lama va oltre le realtà fisica dell’universo in quanto supera i limiti di tempo e di spazio per protendersi nelle zone metafisiche ed escatologiche che hanno dimensioni infinite e contengono valori autentici e universali. “Il pittore metacosmico - egli afferma - è un filosofo alla continua ricerca del sapere e della conoscenza intesa come consapevolezza…La pittura metacosmica è madre, che genera dopo una gestazione che può durare anni. Essa non è solo rappresentazione, ma è anche creazione” dell’artista che feconda e fertilizza la madre-terra.
Partendo da queste premesse e dall’ osservazione attenta della natura, l’artista persegue la libertà che è autocoscienza e conoscenza delle proprie capacità creative: “Conosci te stesso” - diceva Socrate – e poi puoi conoscere il mondo e quindi i concetti universali che Cartesio definiva “evidenti, chiari e distinti”. In quest’ottica gnoseologica la Venere Genitrice lucreziana diventa Venere Metacosmica come simbolo della ricerca dell’amore e come fonte di energia inesauribile.
Matteo Lama, nella sua pittura, crea un legame indissolubile tra passato e presente, un parallelismo integrale tra pittura e poesia, una fusione dell’uomo con l’universo intero, amalgamando la mitologia con le prospettive astronomiche senza dimenticare la realtà e il mondo sociale in cui viviamo. In questo contesto, l’uomo diventa di nuovo “faber sui”, centro dell’universo come nella concezione rinascimentale dei nostri migliori umanisti ed artisti.
Dr. ORAZIO TANELLI
Docente Universitario
Verona, New Jersey, USA